Saloon of The Artists Recensione

Il pub più selvaggio di Milano, nascosto in bella vista in Via Niccolini.

L’Introduzione

Il Saloon of The Artists è uno di quei locali milanesi che sembra leggermente fuori posto, ma nel miglior modo possibile. Situato a due passi dall’area pedonale di Paolo Sarpi, scambia la solita estetica patinata dell’aperitivo per qualcosa di più teatrale: tanto legno, luci calde e dettagli da saloon. Insomma, un vero e proprio pub in legno a tema Far West incastrato tra negozi di bubble tea e ristoranti cantonesi. Solo a leggere il nome sulla mappa ci si ferma incuriositi; l’interno, poi, ti convince a restare per almeno tre drink in più del previsto.

Saloon of The Artists chinatown milano pub

Non si tratta del solito teatro della mixology di tendenza che si reinventa ogni stagione con un nuovo menu di cocktail o una palette colori Pantone. È un pub con tanta personalità, costruito attorno alla birra, a drink senza pretese e a una folla guidata dal senso di comunità, che lo ha reso una tappa fissa per chi si muove tra Chinatown, Monumentale e la più ampia zona della movida di Sarpi. Per una serata fuori che sia informale ma memorabile, il Saloon of The Artists viaggia su una corsia tutta sua.

L’Atmosfera

L’arredamento richiama un vero e proprio saloon del selvaggio West: vintage, in legno, pieno di carattere e presieduto da Baba, il proprietario, di cui si dice sia una vera leggenda. C’è un motivo se i clienti abituali chiamano questo posto “casa”. Un camino funzionante fa da fulcro allo spazio in inverno, e il pubblico pende decisamente verso il “local” — non un locale per turisti, ma per la gente del quartiere, che a Sarpi significa un gruppo genuinamente misto, creativo e multilingue.

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Il mercoledì, il locale si apre a sessioni di pittura e musica dal vivo: strumenti e materiali artistici sono a disposizione gratuita di chiunque si presenti. È quel tipo di programmazione culturale “low-ego”, spontanea e senza presunzione, che nessuna agenzia di PR potrebbe mai fabbricare a tavolino. Le pareti reggono le opere d’arte, la clientela regge le conversazioni e i baristi tengono insieme il tutto con una naturalezza ammirevole.

I Drink

La selezione di birre artigianali è il vero piatto forte: un’impressionante rotazione alla spina, proveniente da birrifici di tutto il Nord Italia, con una varietà tale da tenere occupato anche il nerd della birra più incallito per diverse visite. I prezzi sono seriamente onesti per gli standard di Milano. I cocktail sono solidi, ma gli shottini sono materia di leggenda locale: nomi assurdi come “Finger in the A**”, “Brain”, “Nippleteaser”, “Trinity” e “Stomach”, la maggior parte dei quali a meno di due euro.

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C’è un’intera parete dedicata a rituali e giochi alcolici: chiedete al barista di spiegarveli, oppure non fatelo e lasciate che la serata ve li riveli organicamente. Sono disponibili degli snack: nulla di elaborato, ma quanto basta per accompagnare la nottata. Un grande bonus: se arrivate in bicicletta e lo dite al barista, vi verserà uno shottino casuale gratis. Probabilmente il miglior (o il peggior) incentivo alla mobilità ciclabile di Milano, a seconda della strada che dovrete fare per tornare a casa.

Il Verdetto

Il Saloon of The Artists si guadagna la sua reputazione sul campo: attraverso la coerenza, la personalità e prezzi che non ti puniscono per una semplice uscita spontanea del martedì sera. Non è patinato, non è curato per Instagram (anche se inevitabilmente la gente scatta foto lo stesso), e se ne infischia altamente di esserlo. In un quartiere sempre più sotto il radar dei turisti, questo bar rimane silenziosamente uno dei pochi posti in cui gli abitanti del posto vogliono davvero stare.

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Venite per la birra artigianale, restate per gli shottini, e andatevene con un nuovo amico o una storia leggermente imbarazzante da raccontare. Entrambi gli esiti sono validi. Il Saloon non giudica.

Saloon of The Artists
📍 Indirizzo: Via Giovanni Battista Niccolini 24, Milano
🌐 Sito Web: saloonmilano.it | Facebook: Saloon of the Artists


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