Se la pasta è la religione in Italia, in Asia i noodles sono il credo assoluto. Sono l’alimento più amato, il “main character” della tavola, declinato in infinite varianti regionali e tecniche che ti faranno girare la testa.

In Cina, i noodles sono letteralmente storia: ne hanno ritrovati alcuni in un sito archeologico risalenti a ben 4000 anni fa (sì, sono i fossili più gustosi di sempre). Il termine generico è miàn (面). Si riferisce agli impasti a base di cereali come grano, riso o mais, ma anche ingredienti più *wild* come soia e patate.
Ma attenzione a non confondervi: c’è anche la crew dei fěn (粉), ovvero i noodles fatti di amido e non di impasto. Qui rientrano i noodles di riso (mǐfěn, 米粉) o quelli trasparenti super aesthetic, noti come cellophane noodles (fěnsī, 粉丝).

Le tecniche di preparazione sono un’arte, molto simili alla nostra pasta fresca ma con un twist acrobatico. L’impasto può essere steso, tagliato, estruso o “pelato” (shaved noodles) direttamente in acqua bollente. Ma il vero flex sono i noodles tirati a mano (Hand-pulled): vedere lo chef che trasforma un panetto in fili sottilissimi solo sbattendoli sul tavolo è puro spettacolo.
Nei secoli, i noodles hanno fatto il giro dell’Asia, e ogni paese ha droppato la sua versione, tra brodi ricchi, salse spicy e wok fumanti.

In Giappone sono arrivati dall’800 d.C. Lo sapevi che la parola ramen deriva dal cinese lamian (拉面)? Significa letteralmente “noodles tirati”. Oggi il Ramen è un’icona pop globale: brodi complessi (carne o pesce), uova marinate e l’immancabile fetta di chashu. Ma non dimentichiamo i soba (grano saraceno, super healthy), gli udon (spessi e gommosi, una goduria) e gli yakisoba saltati alla piastra.
Anche la Corea spacca con i suoi noodles. I più famosi? I jajangmyeon, coperti da quella salsa nera di fagioli che vedi in ogni K-Drama, e i bibim guksu, freddi, piccanti e agrodolci. D’estate invece il must è il naengmyeon: noodles in brodo ghiacciato. Sì, hai letto bene: ghiacciato.
Il Vietnam ci ha regalato il pho: brodo limpido, erbe fresche, lime e noodles di riso. Una spa per lo stomaco. La Thailandia risponde con il pad thai: il re dello street food, un mix perfetto di dolce, salato e aspro con arachidi croccanti.
La buona notizia? A Milano non serve il passaporto per provare tutto questo. La città è piena di spot autentici dove fare *slurp* senza vergogna. Che sia un brodo di 12 ore o un wok saltato al volo, ogni piatto è un viaggio.
Vuoi andare a colpo sicuro? Consulta le nostre guide ai migliori noodles cinesi, ai ramen giapponesi top e ai ristoranti thailandesi e vietnamiti della città.

