Tre secoli di Spagna, Cina e Malesia in un piatto — e nessun volo per Manila.
I filippini formano una delle comunità asiatiche più antiche e numerose di Milano, eppure la loro cucina resta sottotraccia. Chiedi a un milanese medio dove mangiare filippino e ti guarderà con aria assente, forse citando la catena di pollo fritto vicino al Duomo. Un peccato, perché la cucina filippina è una delle più silenziosamente affascinanti del pianeta: tre secoli di dominio spagnolo, ondate di mercanti cinesi, radici malesi più antiche, tutto ripiegato in qualcosa che non sa di nessun altro posto. Acida, salata, aglio a volontà, senza paura del maiale.
La trovi qui in due registri. Ci sono i locali eleganti con la tovaglia bianca che impiattano il kare-kare come una portata da fine dining, e ci sono le trattorie di quartiere affollate dove una nonna filippina serve il sinigang come lo farebbe a casa. Entrambi valgono il tuo tempo. Ecco dove trovarli, dal centro fino a NoLo, diventata in sordina il cuore pulsante della Milano filippina.
Nessun volo per Manila richiesto.

Mabuhay
Bastioni di Porta Volta 9, Milano — Zona Chinatown
Google Maps · Facebook: Mabuhay.Restaurant
L’insegna dice Filippino & Giapponese, ma non farti ingannare dalla diplomazia. Il cuore della cucina batte tutto pinoy. Vieni per la crispy pata, lo stinco di maiale fritto che è il cugino massimalista del lechon: pelle vetrificata, carne che si sfalda sotto, un piatto fatto per le feste e i piatti condivisi. Poi c’è il riso cotto al vapore e avvolto nelle foglie, fiammeggiato al tavolo in un piccolo pezzo di teatro che, per giunta, è pure delizioso. Due sedi e un affollato bancone da asporto tengono sfamata la comunità in crescita. Un ottimo punto da cui iniziare la tua educazione.

Bakers Tinapayan
Viale Fulvio Testi 70, Milano — Zona Ca’ Granda / Porta Venezia
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Il forno preferito della Milano filippina dal 2016, oggi con tre sedi, e il posto che meglio spiega il tiro alla fune cino-spagnolo dentro la pasticceria filippina. Le loro asado buns sono cugine di primo grado del char siu bao, cuscini di pasta morbida attorno a maiale dolce-salato. La leggendaria Buko Pie è il classico al cocco della provincia di Laguna, cocco giovane racchiuso in una crosta friabile. C’è la Kababayan, il tortino dorato il cui nome significa letteralmente “connazionale”, e brownie che rovineranno in silenzio i tuoi piani per il pomeriggio. Vacci affamato, esci con una scatola.

Kasama
Via Nicola Antonio Porpora 9, Milano — Zona NoLo
Google Maps · Facebook: ryokoshatakeaway
Giovane, creativo e già raccontato dalla stampa italiana. La cucina qui viene, per loro stessa definizione, da una “nonna hippie” filippina, il che si rivela esattamente l’energia giusta: radicata ma libera, tradizionale ma indifferente alle regole. L’aperitivo è il motivo per venire, meglio se nel weekend quando la sala si riempie di musica dal vivo di artisti filippini. Caloroso, senza pretese, davvero una delle sale più belle di NoLo.

Minta
Viale Monza 13, Milano — Zona NoLo
Google Maps · Facebook: MintaMilano
Minuscolo, accogliente e gestito da una coppia italo-filippina che ha realizzato il tipo di fusione più intelligente: Sud Italia incontra Filippine, due cucine che si scopre hanno più cose in comune di quanto immagini, entrambe costruite su aglio, maiale, note acide e lunghi pranzi di famiglia. Ci sono solo pochi tavoli, quindi prenota e non fare il broncio se non riesci a entrare al volo. Quando una reinterpretazione è così ponderata, l’attesa se la merita.

Mamian Sa Milan Bar
Viale Monza 38, Milano — Zona NoLo
Google Maps · Instagram: @mamian__sa__milan
Ricavato dentro un vecchio bar italiano e affidabilmente pieno di habitué filippini, che è l’unico parametro di giudizio che conti davvero. La cucina è genuinamente casalinga, e i menu fissi sono estremamente generosi a prezzi che sembrano un errore d’ufficio a tuo favore. Vacci ben affamato. È qui che ordini l’adobo, il brasato aceto-e-soia che è la cosa più vicina a un piatto nazionale, e capisci perché i filippini all’estero si commuovono al pensiero.

Bulaluhan Sa Milan
Via Popoli Uniti 7, Milano — Zona NoLo
Google Maps · Facebook: bulaluhansamilan
Un’altra istituzione di NoLo, amata dalla comunità e battezzata col piatto che dovresti assolutamente ordinare. Il bulalo è una zuppa di stinco di manzo, ossa con midollo fatte sobbollire finché il brodo non diventa limpido e ricco e il midollo scivola fuori con una spinta, un piatto di conforto d’altura da Batangas. Oltre a quello: il sisig, il piatto sfrigolante di maiale tritato nato come frugalità nose-to-tail e diventato un’ossessione nazionale; il siomai, il raviolo di derivazione cinese; e il pollo fritto. Sala semplice, prezzi bassi, sapore vero. Nessun fronzolo, e non ne serve nessuno.

Yum (Taste of the Philippines)
Viale Coni Zugna 44, Milano — Zona Centro
Google Maps · Facebook: ristoranteyum
Il grande della lista. Una sala elegante nel quartiere di Sant’Agostino che ha vinto il premio Gambero Rosso Ristorante d’Italia nel 2018 e nel 2019, e resta, chissà come, sorprendentemente accessibile. È cucina filippina vestita per la cena più che per la mensa, impiattata con vera cura ma senza mai essere levigata in qualcosa di irriconoscibile. Se hai uno scettico da convertire, o vuoi semplicemente vedere fin dove si può spingere questa cucina, prenota qui.

Jollibee
Piazza Armando Diaz 7, Milano — Zona Centro (Duomo)
Google Maps · Sito: jollibee.it
Sì, è fast food. Ma è anche IL fast food delle Filippine, un’istituzione nazionale che sul suo territorio batte gli archi dorati e suscita autentica nostalgia in ogni filippino all’estero. Pensalo come un KFC locale con una mascotte ape rossa e più dolce di dente. I richiami sono il Chickenjoy, pollo fritto con una crosta irragionevolmente croccante, e i famosi spaghetti dolci, un piatto che dividerà il tuo tavolo e che dovresti comunque provare. La sede originale è vicino al Duomo, con una seconda in Corso XXII Marzo. C’è quasi sempre la coda. Fa parte dell’esperienza.
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