7 luglio: il festival asiatico degli amanti sotto le stelle

Tanabata vs Qixi: il 7 luglio il Giappone celebra una storia d’amore cinese. La Cina aspetta agosto. Vi spieghiamo perché.

Oggi, 7 luglio, il Giappone celebra il Tanabata (星祭り, Hoshimatsuri), noto anche come “Festa delle Stelle”. Nelle strade dello shopping, da Tokyo a Kyoto, vengono appese migliaia di strisce di carta colorata, ognuna con un desiderio scritto a mano, legate a rami di bambù. Sì, esatto: è proprio quell’emoji del bambù sulla vostra tastiera che non avete mai saputo come usare (🎋). Che non è un bambù generico, è un albero dei desideri di Tanabata. Molto carino. Molto “instagrammabile”. E, soprattutto, non originariamente giapponese.

Il Tanabata è infatti la versione giapponese del Qixi (七夕, che significa “La sera del sette”), una festività cinese con oltre 2.000 anni di storia, basata su una delle storie d’amore più antiche mai scritte. Il primo riferimento a questa leggenda compare nel Classico della Poesia (Shijing), un’antologia cinese compilata più di 2.600 anni fa, il che significa che questa storia era già vecchia quando a Roma si discuteva ancora dei re. Se vi siete mai chiesti perché il Giappone faccia festa il 7 luglio mentre il “San Valentino cinese” cade in una data apparentemente casuale di agosto (quest’anno: il 19 agosto), la risposta coinvolge una leggenda, due calendari e una decisione del governo giapponese del XIX secolo che ha di fatto spaccato in due una singola festività.

July 7 japan tanabata tree emoji
La storia originale: un mandriano, una tessitrice e la peggior suocera del cielo

La leggenda narra questo. Zhinü (织女), la tessitrice, è una dea che trascorre le sue giornate a tessere le nuvole. Un giorno scende sulla terra e si innamora di Niulang (牛郎), un povero mandriano che non possiede nulla se non un bue sospettosamente loquace, e lo sposa. La Regina Madre del Cielo lo scopre, va su tutte le furie e trascina la figlia di nuovo nel firmamento. Quando Niulang la insegue, la Regina Madre traccia un fiume di stelle nel cielo per separarli per sempre. Quel fiume è la Via Lattea.

La coppia si trasformò in stelle: Zhinü è Vega, Niulang è Altair, e in mezzo a loro scorre la galassia stessa. Alzate gli occhi in una limpida notte d’estate e vedrete l’intero dramma cosmico proprio lì. Alla fine, gli dèi mostrarono un briciolo di pietà: una volta all’anno, nella settima notte del settimo mese lunare, uno stormo di gazze vola in cielo formando un ponte attraverso la Via Lattea per permettere ai due di incontrarsi. Se quella notte piove, la tradizione dice che quelle gocce sono le lacrime della coppia.

Una storia, una data, un cielo decisamente drammatico. Allora come si è trasformata in due festival diversi?

Come il festival è arrivato in Giappone e ha perso il suo calendario

Il Qixi attraversò il mare per arrivare in Giappone intorno all’VIII secolo, durante il periodo Nara, un’epoca in cui le corti giapponesi importavano la cultura cinese in blocco: scrittura, buddismo, pianificazione urbana, festività. Gli innamorati vennero ribattezzati Orihime e Hikoboshi, la storia si fuse con un rituale locale di tessitura e la data rimase esattamente dove l’aveva collocata la Cina: il settimo giorno del settimo mese lunare.

Poi arrivò il 1873. Il governo Meiji, in piena frenesia di modernizzazione, rottamò il calendario lunisolare per adottare quello gregoriano. La maggior parte dei festival venne semplicemente ri-fissata sugli stessi numeri del nuovo calendario, quindi il “7/7 lunare” divenne il “7 luglio solare”, in anticipo di circa un mese e mezzo. La Cina non ha mai fatto questo passaggio per le sue feste tradizionali, motivo per cui il Qixi fluttua ancora con il calendario lunare e cade in un giorno variabile tra la fine di luglio e la fine di agosto.

July 7 japan tanabata star festival

Ma ecco il dettaglio che amiamo: alcune città giapponesi non hanno mai accettato del tutto il cambiamento. Sendai, sede della più famosa celebrazione di Tanabata in Giappone, tiene ancora il suo festival all’inizio di agosto, deliberatamente più vicino alla tempistica cinese originale.

Stessa data, atmosfere diverse

Con il tempo, le due festività si sono allontanate anche nel significato. Il Tanabata è diventato un festival dei desideri: scrivi la tua speranza su una striscia di carta tanzaku, la leghi al bambù e lasci che l’universo gestisca la logistica. Il romanticismo è nel background, ma non è più il fulcro della festa.

Il Qixi ha preso un’altra strada. Storicamente era chiamato Qiqiao (乞巧), il festival della “richiesta di abilità”, una notte in cui le giovani donne pregavano Zhinü per ottenere talento nella tessitura e nel cucito, infilavano aghi al chiaro di luna e preparavano offerte di frutta e semi di melone. Il romanticismo era sempre presente nella leggenda, ma il festival in sé apparteneva alle ragazze e alla loro maestria artigianale. Solo negli ultimi due decenni il marketing cinese ha ribattezzato il Qixi come “San Valentino cinese”, e ora la giornata è scandita da fiori, campagne di gioielli e prenotazioni ai ristoranti, proprio come il 14 febbraio, ma con una mitologia nettamente migliore.

E non si tratta solo di Cina e Giappone. La Corea celebra il Chilseok nella stessa data lunare con la stessa storia, dove gli amanti sono conosciuti come Gyeonu e Jiknyeo, la versione coreana del pastore e della tessitrice. In Vietnam si chiama Thất Tịch (sempre stessa data lunare), e lì la Generazione Z ha trasformato il mangiare un dessert ai fagioli rossi (chè đậu đỏ) in quella sera in un vero e proprio rituale propiziatorio per trovare l’amore. Una leggenda cinese, quattro festival completamente diversi.

July 7 japan tanabata qixi vietnam red bean
Come celebrarlo a Milano

Avete due opzioni, ed entrambe sono perfettamente in tema con questa storia.

Festeggiate alla giapponese oggi, 7 luglio: scrivete un desiderio, trovate del bambù (va bene anche una pianta sul balcone, non giudichiamo) e guardate in alto. Vega e Altair sono genuinamente visibili da Milano in una limpida notte di luglio, inquinamento luminoso permettendo, e sono due delle stelle più luminose del cielo estivo.

Oppure aspettate l’originale. Il Qixi 2026 cade mercoledì 19 agosto. Prenotate un tavolo per due in via Paolo Sarpi, ordinate qualcosa con i fagioli rossi per ottenere crediti extra legati alla tradizione vietnamita, e brindate a una coppia che porta avanti una relazione a distanza da due millenni. E se quella notte dovesse piovere, ora sapete di chi sono quelle lacrime.


Hai imparato qualcosa di nuovo sul sistema del calendario asiatico? Facci sapere cosa ne pensi, non dimenticare di salvare chinatownmilano.it tra i tuoi preferiti per scoprire cultura asiatica, cibo e storie nascoste della città, e seguici sui social @chinatownmilano.it.

Condividi il tuo amore